Carthusia, profumo di Capri

Documenti storici del tempo attestano che nel 1373 la Regina Giovanna D’Angiò, già protettrice dei Certosini di San Martino, inviò sull’isola di Capri un gruppo di monaci al fine di abitare la Certosa di San Giacomo,  un immenso complesso costruito per volere del conte Giacomo Arcucci.
La certosa nacque come adempimento ad un voto fatto dal conte, il quale, non riuscendo per anni ad avere figli, giurò che non appena fosse diventato padre avrebbe fatto erigere un colossale monumento per ringraziare del dono ricevuto. Arrivarono due bambini e con essi l’erezione del magnifico edificio.
Dal punto di vista architettonico la Certosa di San Giacomo è costituita da blocchi tufacei assemblati in un tipico stile mediterraneo. In origine il monastero era formato da tre grandi aree, di cui la prima ospitava la farmacia e la chiesa riservata alle donne, un secondo blocco fruibile dai pellegrini in visita, ed infine una terza ala completamente dedicata ai frati e alle loro occupazioni giornaliere, grazie alla presenza di un primitivo chiostro, detto Chiostro Piccolo, con colonne e capitelli di riporto.
In seguito ad attacchi pirateschi a metà del 1500 la Certosa necessitò di un’azione di restauro. In quella occasione furono aggiunti il Chiostro Grande, intorno al quale si aprono quelle che un tempo erano le celle dei monaci, e il cosidetto Quarto del Priore con l’annesso giardino privato, coltivato con spezie e piante medicinali.
Inoltre, nel 1700 alcuni lavori interessarono la Canonica, elevata su due piani e perfettamente armonizzata con una torre finemente decorata da stucchi.
Nel 1800 la Certosa visse alterne vicende. Nel 1808 fu soppressa con la confisca dei relativi beni per poi essere adibita, nel 1815, a caserma militare, ed in seguito ad  ospizio per invalidi.  Per finire, tra il 1860 e il 1898 fu destinata a luogo di reclusione di anarchici e militari di cattiva condotta.
Diversa sorte ebbe nei primi del ‘900. La Certosa fu utilizzata fino al 1927 come sede del Ginnasio dei Canonici Lateranensi, dei quali ospitò negli stessi anni anche la biblioteca.
L’ordine religioso però abbandonò il monastero pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e da lì in poi sul monastero calò il disinteresse e il silenzio. Questo fino al 1975, anno in cui  nel Refettorio fu allestito il Museo Diefenbach, con le opere del pittore tedesco Karl Wilhelm Diefenbach, morto sull’isola nel 1913, opere donate poi alla Certosa dagli eredi.
La Certosa di San Giacomo è tuttora sede di mostre temporanee, convegni, concerti, rappresentazioni ed eventi culturali.
Numerose leggende ruotano intorno alla Certosa. Una di esse narra che nel 1380 l’allora padre priore del suddetto monastero, non sapendo come omaggiare degnamente la sovrana recatasi improvvisamente a Capri, scelse con cura i fiori più belli dell’isola.
In attesa di rendere tributo alla regina, il monaco tenne per tre giorni i fiori nella stessa acqua fin quando giunse il momento di buttarli.
Nel fare ciò il priore si accorse che l’acqua in cui aveva conservato i fiori aveva acquistato una fragranza a lui sconosciuta, cosicché, incuriosito,  chiese lumi ad un confratello esperto in alchimia, il quale indicò come responsabile di quel profumo il “Garofilium silvestre caprese”.
Nacque così la prima “acqua essenziale” di Capri, la cui formula fu gelosamente occultata per secoli tra le mura della Certosa. Nel 1948, il priore del tempo, dopo aver ritrovato le vecchie formule dei profumi, su licenza del Papa, le svelò ad un chimico piemontese il quale creò il più piccolo laboratorio del mondo a cui diede il nome di “Carthusia“, ovvero “Certosa”.
Oggi Chartusia è una realtà profumiera nei cui laboratori, vicinissimi peraltro ai Giardini di Augusto, tutte le fasi della produzione vengono eseguite ancora a mano per garantire la continuità dei metodi naturali e della preziosissima connotazione artigianale delle essenze prodotte.
Ogni fragranza del brand testimonia ed esalta il profondo legame con la rigogliosa natura caprese, vincolo indissolubile testimoniato anche dai packaging di assoluto pregio su cui spicca l’icona creata in stile liberty nel 1948 dal pittore Mario Laboccetta: una sirena intenta in una metamorfosi floreale, ovvero la classicità del mito in connubio con la flora mediterranea.
Carthusia, l’essenza di Capri in una boccetta di profumo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Carthusia Store : 

 

Via Camerelle, 10  Capri
Telefono: 0818370529

Via Fuorlovado 24/A  Capri
Telefono: 081 8375915

Marina Grande  Capri
Telefono: 0818376159

Carthusia Factory Store:

 

Via Federico Serena, 28 Capri
Telefono: 0818375335

Viale Matteotti, 2D Capri
Telefono: 0818375393

www.carthusia.it

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